Il Tribunale Ordinario di Tivoli, in composizione collegiale, ha pronunciato una significativa sentenza di condanna nell’ambito di un delicato procedimento penale per reati di natura sessuale aggravati, a tutela di soggetti minorenni, all’epoca dei fatti una bambina di 10 anni la quale aveva riferito ad una docente della scuola di aver ricevuto particolari attenzioni e richieste da parte di un adulto a lei noto.
La decisione del Collegio, letta all’esito dell’udienza di discussione del 16 febbraio 2026, ha accolto le ragioni delle parti civili costituite e del P.M., riconoscendo la responsabilità dell’imputato per i reati di cui agli artt. 61 n. 5, 81, 609 bis e 609 ter, 56, 609 quinquies, c.p. l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno e l’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori., visti gli articoli 29 e 32 c.p. ha dichiarato l’imputato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e in stato in stato di interdizione legale durante l’esecuzione della pena, visto l’art. 609 c.p. ha applicato nei confronti dell’imputato l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno e l’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori, comminando severe sanzioni detentive accompagnate da misure provvisionali sul risarcimento dei danni da disporsi in separata sede. Fondamentale per il caso all’attenzione del Tribunale il tempestivo intervento della scuola dell’obbligo, che ha saputo intercettare il disagio espresso dalla minore, offrendole sostegno e accoglienza.